E’ una mattina ghiacciata di febbraio, splende il sole e il grande camion nero che per un mese ha troneggiato nel parcheggio degli impianti Ces sta facendo manovra. Per Galletto Winter 2025 cala il sipario. in questo spettacolo però non ci sono copioni, non ci sono costumi e non ci sono battute imparate a memoria. Tutto è stato autentico, vero fino in fondo. Sul palcoscenico di San Martino rimangono le impronte dei nostri sci sulla neve. Quanti bambini hanno lasciato la loro impronta sul campo scuola di Prà delle Nasse, cadendo mille volte e imparando che la cosa più importante in fondo, è alzarsi mille e una volta. Quanti pomeriggi abbiamo passato sui bob e gommoni, infinite discese e altrettante risate, con la consapevolezza che il freddo sarebbe comunque stato sconfitto alla fine del pomeriggio da una cioccolata in tazza fumante. Rimane il risuonare delle nostre voci, tra una Pala e l’altra che fanno da sipario. Gli echi delle canzoni della mattina, della sigla ballata sotto al sole, di tutti i pomeriggi in cui siamo tornati a sciare per un’ultima discesa, e un’altra e un’altra… Rimangono i riflessi delle luci delle serate, a cantare, a ballare…a non volere più andare a dormire. Rimane per terra, qualche ombra di bagnato, di qualche lacrimuccia persa per strada, ma non di quelle dei capricci, o dei voglio mamma, quelle sono lacrime che si asciugano. Le lacrime che restano sono quelle di quando saluti gli amici, di quando sei felice, di quando abbracci chi è stato con te su questo palco bellissimo e ha condiviso momenti, giochi, sciate. Cala il sipario. Torniamo a casa, ma proprio come dopo essere stati a teatro, siamo arricchiti, siamo contenti, battiamo le mani, consapevoli che ci sono tante storie ancora da raccontare su quel palco e che noi vogliamo esserci. Il camion curva, si mette in strada verso Castel del Rio, verso l’estate, verso il prossimo spettacolo.

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